Back to the roots: Le Cronache di Dragonlance

heroes

Premessa: post intimista e nettamente nostalgico.

Sarà stato forse il 1988, quando in un catalogo di libri per corrispondenza ho trovato in una pagina di testi per ragazzi un riferimento a I Draghi della Notte d’Inverno. Affascinato dalla breve descrizione del romanzo ho chiesto a mio padre di comprarlo.

Per la prima volta avevo un libro scelto direttamente da me, non consigliato da qualche adulto. Ho iniziato a leggerlo appena mi è arrivato a casa.

Da quel giorno il mio mondo è cambiato. Continua a leggere

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[libri] Before They Are Hanged

BTAH - cover(The First Law 2/3) di Joe Abercrombie

Seguito dell’ottimo romanzo di esordio The Blade Itself, anche in questa occasione Abercrombie mostra il suo valore.

Di nuovo spiccano il suo stile, la sua ambientazione cruda e violenta, i suoi personaggi “terra-terra”, pieni di difetti e incertezze ma proprio per questo ben delineati.

La trama, elemento messo forse troppo sullo sfondo nel primo romanzo, procede in questo ad un discreto ritmo.

Before They Are Hanged è divertente ed avvincente, non frenetico, ma l’alternanza fra i vari punti di vista è ben studiata, l’autore riesce a mantenere un buon ritmo nell’esecuzione della trama, pur lasciando spazio ai suoi personaggi.

Al lettore viene risparmiato il bombardamento di esposizione all’ambientazione tipico di alcuni autori fantasy più concentrati a far vedere quanto sia originale la loro creazione che a scrivere un buon libro. L’ambientazione c’è, ma è nascosta nelle nebbie del tempo. Emerge dai racconti di Bayaz, primo dei maghi, dai confronti dello stesso con il suo apprendista, ma c’è poco altro. Gli stessi comprimari sono ignari di quanto avviene  sullo sfondo, solo il lettore ha una visione d’insieme che non gli viene spiattellata in faccia ma emerge lentamente e neanche è tanto chiara.

Abercrombie riduce i suoi punti di vista tramite uno dei trucchi più vecchi del fantasy: la quest. Per quanto possa sembrare banale accelera notevolmente il ritmo del libro concentrando in un solo capitolo più personaggi e dando così all’autore la possibilità di approfondire alcuni dei comprimari più interessanti del primo libro, come West e i Named Men.

I Named Men sono forse uno dei più brillanti emblemi dello stile Abercrombie: un gruppo di guerrieri incalliti, quelli che in un romanzo fantasy medio sarebbero il “tipico gruppo di avventurieri”, sono in questa serie una disomogenea congrega di assassini induriti, professionisti del campo di battaglia e dell’omicidio. Decisamente non la compagnia migliore per prendere un tè…

I romanzi di Abercrombie sono fantasy per adulti, non c’è dubbio. Non vi aspettate altro.

[libri] The Blade Itself

TheBladeItself(The First Law 1/3) di Joe Abercrombie

Romanzo d’esordio di Joe Abercrombie, da alcuni etichettato come il successore di George R.R. Martin, The Blade Itself è un parziale successo.

Il prologo è una spettacolare sequenza d’azione: Logen Ninefingers è solo, disarmato e braccato dai nemici. Il capitolo iniziale funziona anche come ottima presentazione dell’autore: Abercrombie scrive le migliori sequenze di combattimento che io abbia mai letto. Confusione, paura, sangue, errori e imprevisti si susseguono nelle frenetiche ma realistiche sequenze e non ci sono eroi imbattibili, ma solo un gruppo di gente che ce la mette tutta per non crepare.

Il terreno comune con Martin è forse l’ambientazione, cinica e violenta, e l’attenzione dedicata ai personaggi, ben delineati nella loro imperfezione. In questo mi spingo a dire che forse Abercrombie è anche  più bravo di Martin: i suoi protagonisti sono davvero interessanti.

Logen Ninefingers è un grande eroe del nord, vincitore di dieci duelli e sopravvissuto a troppi scontri e battaglie. Non ce la fa più a tenersi attaccato alla vita con i denti. Jezal è un giovane ricco e viziato, presuntuoso e vanesio, senza un vero obiettivo nella vita. Glotka, ex campione di scherma, promettente ufficiale, è stato ridotto ad un’ombra di sé stesso dopo due anni di tortura. Menomato e cinico, si è fatto terra bruciata attorno lavorando come inquisitore.

Il romanzo è tenuto in piedi dai personaggi, ma soffre di una struttura mozza, essendo privo di una vera e propria conclusione. La trama si svolge lentamente e senza eventi notevoli, iniziano a delinearsi un paio di guerre, sullo sfondo qualcosa di soprannaturale si muove, ma c’è troppo poco per capire qualcosa o per trascinare il lettore alla lettura. Il libro resta divertente e sicuramente ne leggerò il seguito, ma la mancanza di un finale ad effetto, un climax degno di nota, dà l’impressione di un’opera parziale. Pur essendo solo l’inizio di una trilogia, una sorta di conclusione avrebbe giovato a The Blade Itself .

[Libri] Elantris

MistbornCoverRomanzo di esordio di Brandon Sanderson, questo Elantris non delude le aspettative.

Pur essendo un’opera prima ci sono già i segni che caratterizzeranno i successivi libri dell’autore. Si percepisce infatti l’accurato lavoro di preparazione e un efficace lavoro di raffinamento al termine della scrittura. Non ha il ritmo sfrenato di Mistborn o l’ampio respiro di The Way of Kings, ma si riconosce facilmente in Elantris il marchio dell’autore.

Sanderson non spreca tempo per descrizioni o eventi che non siano funzionali alla trama e non ci inonda di spiegazioni riguardanti l’ambientazione. In ogni pagina c’è scritto solo quello che serve. Non c’è alcun tentativo di creare una base per lanciare un’eventuale serie interminabile come in alcuni autori seriali.

L’autore americano dimostra come si possano creare dei solidi romanzi fantasy senza dover necessariamente ricorrere ai cliché del genere e senza dover creare ogni volta una imitazione dell’immaginario di Tolkien.

La narrazione riguarda le vicende del giovane regno di Arelon, ridotto al collasso economico e puntato con decisione dalla maggiore potenza militare e religiosa sulla scena.

Come nella sue altre serie Sanderson inventa un complesso sistema magico, con la variante che però il sistema è inspiegabilmente bloccato e la sparizione di questa magia ha causato il collasso della più importante città di Arelon (l’Elantris del titolo), scatenando una sanguinosa guerra civile.

Non penso di fare spoiler se dico che, in maniera piuttosto originale, uno dei tre protagonisti del libro viene colpito nelle prime pagine da una malattia magica collegata ad Elantris e viene trasformato in una specie di zombie immortale.

In un quadro ben delineato si svolge una ben ritmata battaglia politica, con buoni colpi di scena e personaggi interessanti. Come detto in precedenza l’autore lima via tutti gli aspetti che possono essere considerati “laterali” ad una vicenda che avrebbe il potenziale per diventare piuttosto complicata, la lettura risulta quindi fluida e scorrevole.

Nel complesso quindi un buon romanzo, che getta le basi per una ambientazione interessante, non ancora sfruttata dall’autore se non con un recente racconto breve intitolato The Emperor’s Soul