PC nuovo

Dopo anni sull’iMAC, a giocare a giochi per PC su una partizione Windows (long story), mi sono finalmente deciso a fare un upgrade e costruirmi un PC nuovo comprando tutti i pezzi…e non credo che lo farò mai più. Un caloroso ringraziamento a Tiziano per la configurazione.

Questi i vari pezzi…in scatola:

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[recensione] Fallen Enchantress

Fallen Enchantress è un gioco della Stardock Interactive appartenente a quella categoria ormai fuori moda chiamata 4X (explore, expand, exploit, and exterminate). In pratica si tratta di uno strategico a turni, quel genere lanciato dal mitico Civilization di Sid Meier. In un periodo di standardizzazione dei giochi, probabilmente dovuto al fatto che ormai la maggior parte dei giocatori usano le console e non più il PC, fa piacere vedere un titolo fatto per gamer di altri tempi e per una piattaforma di altri tempi.

FE Nasce dalle ceneri di Elemental: War of Magic, un esperimento nella stessa categoria riuscito in maniera pessima a causa di enormi errori logistici. Dopo il fallimento di WoM, la Stardock si è chiusa prendendosi tutto il tempo necessario per fare uscire un titolo decente, scegliendo la via del digital download per svincolarsi dalla logica dei tempi di stampa/consegna/distribuzione.

Fallen Enchantress narra la storia di un mondo che si risveglia dopo un cataclisma dovuto ad una guerra fra esseri di grande potenza che hanno fatto a pezzi il pianeta usando grandi poteri magici. Gli autori hanno fatto un grande sforzo per dare un background all’ambientazione del gioco, ma a mio parere essa offre una patina di profondità ad un gioco che non ne ha probabilmente bisogno.

Il gioco è un tipico sandbox: proprio come nel già citato Civilization, quando si avvia una nuova partita viene generato un nuovo mondo casuale. Dalla nostra posizione di partenza dovremo gestire il nostro Regno per farlo prosperare e possibilmente dominare il mondo contrastando i tentativi verso lo stesso obiettivo dei nostri avversari.

In questo niente di nuovo, ma per FE sono state fatte delle scelte non comuni per il genere: ci sono i combattimenti tattici (come in Age of Wonders e Master of Magic) e c’è la possibilità di progettare le proprie unità (come in Master of Orion 2). Infine ci sono i campioni, unità uniche variamente equipaggiabili, e il proprio personaggio è effettivamente in gioco, spesso come una importante risorsa militare.

Il sovrano controllato dal giocatore è un Channeler, una delle poche creature in grado di veicolare le forze residue del mondo attraverso le “shard”, schegge di potenza magica residue della guerra citata, che in pratica funzionano quasi come i nodi del vecchio Master of Magic. All’inizio della partita è possibile creare un nuovo personaggio se non si vogliono usare quelli già presenti.

Città al massimo livello di zoom

Il gioco, come già detto, è fondamentalmente un sandbox, ma viene distribuito con una campagna scriptata realizzata con i tool di modding che sono già inclusi nel gioco. L’autore principale di FE è infatti Derek Paxton, famoso come Kael nella comunità modding, alla testa di uno dei più riusciti mod di sempre: Fall from Heaven per Civilization 4.

Gli editor disponibili sono quattro: uno dedicato alle fazioni, uno per creare oggetti (un editor 3D), uno per creare “tiles”, ossia una specie di stampo per una zona di terreno che non viene generata casualmente come il resto della mappa, e infine un vero e proprio editor di mappe con la possibilità di inserire script legati a eventi.

Battaglia tattica

Ma veniamo agli aspetti fondamentali del gioco: graficamente si presenta con un aspetto che definirei strano. Tutto è renderizzato in cel shading, un tipo di texturizzazione non proprio all’ultima moda, usato spesso nei giochi legati ad anime o con aspetto cartoonesco. Il vantaggio è che il motore è completamente 3D, quindi tutto è ruotabile e zoomabile. Lo stesso motore gestisce anche le battaglie tattiche, che si svolgono su mappe generate in base al terreno su cui avviene lo scontro. La possibilità di progettare le unità ha, oltre agli effetti sulle meccaniche di gioco, un chiaro impatto sulla mappa: infatti l’equipaggiamento di ogni unità ed eroe è visibile dalla sua rappresentazione: il vostro mago ha trovato un manto di pelle di drago? Lo vedrete sulla mappa e nei combattimenti.

Stessa battaglia al massimo livello di zoom

Le fazioni disponibili inizialmente sono otto: quattro “buone” e quattro “cattive”. Sono piuttosto diverse fra loro, ben più delle razze di Master of Magic, che variavano leggermente per qualche caratteristica e poi nelle unità speciali. Alcune delle fazioni spingono verso un approccio basato sulla magia, altre su uno sviluppo dell’esercito, altre verso una forza basata su campioni e eroi.

L’intelligenza artificiale dei nemici è piuttosto sviluppata e direi decente. I mostri erranti sono forti e fastidiosi, ma tendono a rimanere per fortuna vicino alle loro tane, quindi basta evitare di disturbarli. Mi piace molto poi l’idea delle quest, delle locazioni dove si possono intraprendere delle piccole missioni con i propri eroi. In alcune zone ci sono quelle che vengono chiamate Unique Locations, pezzi di mappa controllati da mostri e magari con parti attivate da script, che presentano un’invitante zona da sviluppare ma che magari richiedono che siano completate delle quest e delle battaglie contro potenti creature prima di essere colonizzate. Ad ogni partita la componente tile e quest è diversa quindi non si vedranno facilmente gli stessi posti e gli stessi nemici.

Il gioco si può vincere in quattro modi: tramite la conquista di tutte le città avversarie, oppure lanciando lo Spell of Making, o ottenendo una vittoria diplomatica, oppure infine completando la Master Quest.

La ricerca è divisa in tre macro aree: Civics (Civiltà), Warfare (Guerra) e Magic (Magia). A meno di non prolungare artificialmente la partita è impossibile (e spesso inutile) ricercare tutto. Tutte le tecnologie offrono avanzamenti utili e spesso la scelta su cosa ricercare è difficile. Ma comunque ad un certo punto della partita dovrete decidere di specializzarvi. Per ora posso dirvi che sembra tutto molto ben bilanciato, anche con la presenza dell’editor di unità che in genere rappresenta una grandissima difficoltà di bilanciamento per gli sviluppatori.

I campioni sovrastano in potenza le unità verso la fine delle partite, ma queste restano competitive a lungo con lo scalare delle tecnologie. Possono essere aggiornate quando vengono inventati equipaggiamenti più efficienti e si possono conferire loro delle abilità in fase di creazione per specializzarle nei vari ruoli. Mi piace anche come sono rappresentate, ossia come un insieme di soldati, che vengono progressivamente eliminati quando l’unità è ferita. Questo riduce il potenziale di attacco della stessa che è dato dalla combinazione delle figure che formano l’unità (subire un attacco da un’unità con 4 soldati equivale a subirne 4 da unità con un solo soldato rimasto).

Le unità salgono di livello, ottenendo più punti ferita. Vale quindi la pena di cercare di svilupparle e non usarle come carne da macello (almeno le migliori).

La cloth map. Facendo zoom indietro sulla mappa di gioco si arriva a questa visualizzazione stilizzata.

Anche le città salgono di livello: al crescere del numero degli abitanti la città otterrà una specie di “promozione” che consente di costruire un edificio speciale, oppure che offre dei bonus in determinate condizioni. La prima scelta di questo tipo da fare (al livello 2) è la specializzazione della città. Ogni insediamento può diventare o una città, oppure una fortezza oppure un “conclave”. In una città è favorito lo sviluppo economico, in una fortezza quello militare e in un conclave, quello magico e di ricerca. Ogni tipologia ha poi degli edifici esclusivi che la rendono ancora più specializzata.

Il fenomeno del cosiddetto City Spamming, nome con cui è definita nei giochi strategici quella tendenza a riempire ogni spazio possibile con una città, è qui limitato dalle poche posizioni in cui è consentito collocare un nuovo insediamento. Si può colonizzare infatti solo la terra coltivabile, e spesso scoppiano guerre anche solo per ottenere il controllo di quel nuovo pezzetto di erba verde. 🙂

Veniamo alle cose che non mi sono piaciute:

  • Il gioco risente secondo me della mancanza di assedi. Le battaglie in città sono abbastanza significative ma assolutamente non all’altezza di quelle di Age of Wonders. La difficoltà di affrontare una città difesa da mura è solo quella di aggirare alcune caselle bloccate.
  • Secondo me le armi da tiro non sono abbastanza potenti. La cadenza di tiro degli arcieri è semplicemente troppo bassa.
  • L’iniziativa è troppo importante: tutte le unità agiscono in ordine di iniziativa, ma è possibile che un’unità molto veloce agisca anche tre volte prima che una unità lenta abbia la possibilità di fare qualcosa.
  • Le Shard che si trovano e si riescono a controllare limitano il tipo di magia da usare. La forza degli incantesimi dipende dal numero di Shard controllate del sottotipo collegato. Ad esempio il danno fatto da Flame Dart dipende da quante Fire Shard si controllano. Non si può quindi decidere a priori di avere un mago del fuoco. Se tutto quello che avete sono 4 Shard della Terra, il vostro Mago del Fuoco sarà ben poco potente…

Concludendo Fallen Enchantress è un gioco vario e appassionante, che piacerà probabilmente ai veterani del genere, ma che spero parecchi vorranno provare. Ci giocherò molto, sperando di non cadere nella morsa della sindrome “un altro turno soltanto”. Il gioco sandbox racchiude un aspetto che piace ai giocatori semi-casual: la possibilità di fare un gioco nuovo in una decina di ore. Si crea una partita e si cerca di conquistare il mondo, senza la necessità di investire centinaia di ore in un singolo titolo per vederne la fine e rischiare di perdere interesse lungo la via. In tempi di vita frenetica, questo è un aspetto da non trascurare.

CONSIGLIATO

Red Dead Redemption (finito)


L’altro giorno ho finito questo grande gioco. Direi unico nel suo genere e soprattutto ben riuscito, soprattutto per l’ambientzione preconcettualmente meno appetibile di una fantasy o sci-fi style, ma che è stata realizzata in maniera superba.
Come accennato nella prima rece di questo gioco ti trovi nei panni di un ex bandito del far west del 1911 che decide di rifarsi una vita con la moglie ed il figlio, ma il suo passato non può essere dimenticato così facilmente. Così si ritrova a lavorare per i federali con il compito di catturare/uccidere i suoi ex compagni di banda, se vuole rivedere la sua famiglia, che viene praticamente presa in ostaggio dai “buoni”.
Inizia così un’epica avventura che porterà il nostro anti eroe tra le città del New Austin e quelle di Nuevo Paraiso, compiendo gesta eroiche ed incredibili, ma che alla fine lasciano l’amaro in bocca…
Si ritroverà a farsi nuovi amici, facendo il mandriano ed aiutando la legge anche come cacciatore di taglie, finanche a ritrovarsi coinvolto nel pieno della ribellione in Messico.
L’ambientazione offre di tutto, una ventina di cavalcature compresi gli asini (lol), che possono essere acquistate, domate, rubate, uccisse… un arsenale che va dal più vecchio revolver, a quello a doppia azione fino alle prime semi automatiche; poi ci sono coltelli, coltelli da lancio, molotov, dinamite, il lazzo (per catturare i cavalli o i delinquenti da incaprettare) e fucili di ogni genere. Oltre alle missioni principali, ve ne sono altre che possono essere semplici incontri casuali, duelli, taglie da collezionare ed alcune molto strane che vengono date dai cosiddetti “sconosciuti” che hanno delle trame bizzarre e che quasi sempre sono a puntate. Poi ci sono le sfide che servono principalmente a sbloccare un abito che potenzia il famoso dead-eye, ma che da sole sono piuttosto divertenti (fatta eccezione per alcune
di gathering) in cui ti si chiederà di disarmare tot persone, oppure togliergli il cappello con un colpo di pistola, cacciare determinati animali che andranno poi scuoiati e così via.
Riguardo gli abiti che si possono sbloccare, non sono una mera trovata per allungare il brodo, in quanto ti permettono in primis di vestire il tuo pg con gli indumenti delle varie bande che incontri, tanto per cambiare look e poi ve ne sono altri come l’abito elegante che ti permette di barare a poker, oppure vestire come un federale per far si che gli sceriffi chiudano un occhio per i crimini minori ecc. Inoltre la ricerca di questi vestiti ti porta ad esplorare a fondo il mondo di RDR, compito agevolato dal free roaming. Lo scenario è spettacolare e cavalcare verso il tramonto ti fa venir voglia di acquistare un cavallo!