[libri] The Ghost Brigades

The Ghost Brigades cover di John Scalzi

The Ghost Brigades è un seguito “lasco” di un altro lavoro di John Scalzi, Old Man’s War, che ho recensito qui.

Dico lasco perché i due romanzi sono ambientati nello stesso universo, e gli eventi di questo romanzo seguono quelli narrati nel precedente. Condividono uno dei co-protagonisti (l’interessante Jane Sagan), ma i punti di contatto finiscono qui.

John Scalzi dopo aver pubblicato Old Man’s War e aver vinto una ridda di premi ha detto che non ne avrebbe pubblicato un seguito. Per fortuna è stato convinto dal suo agente a riprendere in mano questa interessante ambientazione.

Mentre il primo indugiava in maniera importante sulle sequenze d’azione e i momenti di confronto, il soggetto di questo romanzo è forse l’identità, il concetto stesso di uomo. Mi spiego meglio: veniamo qui a conoscenza di come effettivamente siano create e addestrate le squadre di soldati delle forze speciali della CDF (Colonial Defence Force), quelle che i soldati “normali” chiamano Ghost Brigades. Continua a leggere

[libri] Old Man’s War

oldmanswar

“La storia di un ragazzo che fa il servizio militare nel futuro”. Con queste parole Robert Heinlein definiva il suo più famoso young adult: Starship Troopers.
Old Man’s War è la storia di un vecchietto che fa il servizio militare nel futuro. È chiaro come Heinlein sia la principale ispirazione di John Scalzi, ma la cosa è messa bene in evidenza dall’autore stesso nella prefazione al romanzo.
Scalzi costruisce un efficace romanzo di fantascienza d’azione nello stile del maestro della golden age.
John Perry è un anziano abitante della Terra del futuro. Agli anziani dei paesi sviluppati è offerta la possibilità di unirsi alla CDF, la Colonial Defence Force. Qui dovranno prestare servizio militare per una ferma di alcuni anni, dopo che il loro corpo sarà stato ringiovanito, quindi potranno unirsi ad una delle colonie unane al di fuori del sistema solare. Un’unica condizione: non potranno mai più tornare sul pianeta Terra.
Chiaro che quando la scelta è fra la malattia, la vecchiaia e poi la morte e una nuova vita, per quando questa sia pericolosa, pochi rifiutano l’offerta della CDF. Continua a leggere

[libri] Before They Are Hanged

BTAH - cover(The First Law 2/3) di Joe Abercrombie

Seguito dell’ottimo romanzo di esordio The Blade Itself, anche in questa occasione Abercrombie mostra il suo valore.

Di nuovo spiccano il suo stile, la sua ambientazione cruda e violenta, i suoi personaggi “terra-terra”, pieni di difetti e incertezze ma proprio per questo ben delineati.

La trama, elemento messo forse troppo sullo sfondo nel primo romanzo, procede in questo ad un discreto ritmo.

Before They Are Hanged è divertente ed avvincente, non frenetico, ma l’alternanza fra i vari punti di vista è ben studiata, l’autore riesce a mantenere un buon ritmo nell’esecuzione della trama, pur lasciando spazio ai suoi personaggi.

Al lettore viene risparmiato il bombardamento di esposizione all’ambientazione tipico di alcuni autori fantasy più concentrati a far vedere quanto sia originale la loro creazione che a scrivere un buon libro. L’ambientazione c’è, ma è nascosta nelle nebbie del tempo. Emerge dai racconti di Bayaz, primo dei maghi, dai confronti dello stesso con il suo apprendista, ma c’è poco altro. Gli stessi comprimari sono ignari di quanto avviene  sullo sfondo, solo il lettore ha una visione d’insieme che non gli viene spiattellata in faccia ma emerge lentamente e neanche è tanto chiara.

Abercrombie riduce i suoi punti di vista tramite uno dei trucchi più vecchi del fantasy: la quest. Per quanto possa sembrare banale accelera notevolmente il ritmo del libro concentrando in un solo capitolo più personaggi e dando così all’autore la possibilità di approfondire alcuni dei comprimari più interessanti del primo libro, come West e i Named Men.

I Named Men sono forse uno dei più brillanti emblemi dello stile Abercrombie: un gruppo di guerrieri incalliti, quelli che in un romanzo fantasy medio sarebbero il “tipico gruppo di avventurieri”, sono in questa serie una disomogenea congrega di assassini induriti, professionisti del campo di battaglia e dell’omicidio. Decisamente non la compagnia migliore per prendere un tè…

I romanzi di Abercrombie sono fantasy per adulti, non c’è dubbio. Non vi aspettate altro.

Da 10 anni gioca a Civilization 2: nascita di un meme

Un utente di Reddit si è rivolto alla comunità per risolvere uno stallo in cui si è ficcato giocando una partita a Civilization 2.

L’anno è il 3991 e tre superpotenze si contendono il globo, in un equilibrio di guerra su un mondo devastato.

Il caso ha voluto che alcuni ci trovassero qualcosa di profetico nello scenario dipinto dal vecchio gioco di Sid Meier. I paragoni con il mondo del 1984 di Orwell si sprecano.

Nessuno dei curiosi si è preso la briga di informarsi circa il fatto che lo sviluppo tecnologico nella partita di Civ2 è bloccato perché il gioco non prevede il futuro, quindi in esso sono inclusi soltanto sviluppi che erano prevedibili nell’anno di pubblicazione (1996).

La notizia è per me un’altra: qualcuno che gioca ancora a Civ2 (nel frattempo è uscito Civ5), sintomo della dipendenza che questo tipo di giochi inducono (e io ne sono spesso vittima). Secondo me il tipo in questione ha lanciato la nave verso Alpha Centauri, ha vinto la partita con la vittoria scientifica, quindi ha scelto di continuare, dicendosi: “faccio giusto qualche altro turno…” e si è dannato per sempre. Scrive che ha una vita e gioca anche ad altre cose, ma ogni tanto torna a questa partita. Lo scenario a causa dell’inquinamento e delle guerre nucleari è diventato una palude uniforme e irradiata. Decisamente un mondo non bello da vedere.

Ora non credo che ci stia giocando davvero da 10 anni. Che fa un turno ogni 10 giorni? E possibile che in tutto questo tempo non sia riuscito a trovare una strategia di uscita dallo stallo?

Se volete leggere ecco un po’ di link:

Il post su Reddit che ha dato inizio al meme

La sottosezione Reddit dedicata

L’articolo di Repubblica

Post su downloadblog

Sid Meier sorpreso che qualcuno giochi ancora a Civ2

Segnalazione inviata da Antonello

[Libri] The Hero of Ages (Mistborn 3/3)

Ottimo finale di una avvincente trilogia, The Hero of Ages conclude la saga Mistborn in maniera pirotecnica.
La successione degli eventi si fa progressivamente più frenetica, mentre le cose precipitano verso una conclusione tutt’altro che scontata. I personaggi si battono contro forze oltre la loro comprensione e l’autore mette in scena un finale in cui tutti i pezzi si incastrano alla perfezione nel loro posto.
Dettagli apparentemente insignificanti nel primo libro che improvvisamente assumono un altro e più ampio significato alla luce di quanto accade nel finale di questo libro.
Questo ci fa capire quanto l’autore abbia preparato con cura la serie, scrivendola come un pezzo unico e non come tre libri separati. Proprio come in un film in cui si sa esattamente come deve iniziare e finire e quanto deve essere lungo.
Capisco che non tutti gli autori abbiano questo modo di lavorare, però fa piacere leggere una serie che sai già avrà una conclusione in tempi accettabili.
Unica pecca: i tentennamenti teologici di uno dei personaggi sono un po’ troppo enfatizzati.

Lo zen e l’arte dei videogiochi: Shogun 2 – Total War

Premetto che sono un appassionato di storia e di giochi di strategia. La serie Total War è per me una specie di eldorado. Un ottimo livello strategico a turni, battaglie in tempo reale con un gran numero di truppe, scenari storici e ambientazioni interessanti.

Sarebbe più opportuno dire che è il mio tipo di droga preferita, ecco.

Quindi, quando ho trovato su theHut Shogun 2 a meno di 20 euro, non ho potuto resistere all’impulso.

Il gioco si presenta in un Jewel Case da DVD piuttosto anonimo, con un manualetto striminzito che non vale neanche la pena di leggere. L’installazione è piuttosto lunga (15 GB!) e deve essere completata scaricando gli ultimi 5 GB da Steam, una volta attivato il gioco. Fatto questo il supporto ottico diventa superfluo.

La mappa strategica in primavera. Ciliegi in fiore e sullo sfondo parti della mappa ancora non scoperte

Il gioco è molto curato, a partire dalla sequenza animata iniziale. La musica suonata con strumenti tradizionali e gli effetti sonori aiutano molto ad aumentare il senso di immersione. La grafica dei menu e dei load screen  è fatta da illustrazioni realizzate con una tecnica che ricorda la pittura giapponese Ukiyo-e. I caricamenti sono un po’ una nota dolente. Sono piuttosto lunghi nonostante la mia configurazione con due dischi in RAID 0, e il passaggio dalla mappa strategica al motore delle battaglie in real time  (e viceversa) consuma parecchio tempo. Considerando quante se ne combattono la cosa dopo un po’ si fa pesante e si opta spesso per l’auto risoluzione degli scontri, almeno quelli dall’esito più scontato.

La cura nel comparto artistico è evidente in ogni aspetto, dai modelli durante le battaglie, agli splendidi castelli, alla mappa strategica. Entrambe le modalità di gioco sono in completo 3D, con la possibilità di ruotare, zoomare e modificare l’altezza della camera a piacere. Avere una visuale troppo ravvicinata non è particolarmente utile, non permettendo di vedere una porzione significativa della mappa. Tuttavia così si può apprezzare il livello di dettaglio messo nei modelli.

Le modalità di gioco sono in sostanza 3: la campagna single player (con 3 diversi livelli di velocità), le battaglie storiche e il multiplayer. In realtà nella modalità single si possono abilitare le battaglie drop-in, in cui un giocatore che sia disponibile può sostituire l’AI del gioco per la durata della battaglia nel gestire le forze nemiche. Inoltre è possibile giocare la campagna in modalità cooperativa.
La modalità multiplayer implementa un ladder piuttosto elaborato che consente di mantenere un personaggio con relativo clan, ottenendo bonus e equipaggiamenti in base alle proprie prestazioni online. Devo dire che non l’ho ancora provato. Mi piace giocare alla velocità che preferisco e spesso mettere in pausa le battaglie per dare ordini precisi e l’interazione del multiplayer può complicare questo aspetto.

Un assedio in inverno

Il gioco è così pieno di feature interessanti che non so da dove cominciare. La parte strategica consiste nel gestire le proprie provincie, scegliendo quali edifici costruire e quali truppe reclutare, poi ci sono i rapporti diplomatici con gli altri clan, gli accordi commerciali, la difesa delle rotte navali, il movimento delle truppe e la gestione di agenti e generali.

Il gioco permette di giocare in tempo reale anche le battaglie navali, che in genere sono abbastanza divertenti anche se non varie come quelle di terra.

Ogni personaggio ha un livello di esperienza; compiendo certe azioni prende dei punti che gli permettono di aumentare di livello. Al passaggio di livello si possono selezionare degli skill da un opportuno albero, che è diverso a seconda del tipo di personaggio. Quindi ci si affeziona agli agenti che si mettono in capo e, data la difficoltà di far raggiungere loro i livelli più alti, è meglio usarli con una certa cautela. Questa scelta nel passaggio di livello permette inoltre di specializzarli a seconda del compito che si ritiene debbano assumere. Vi assicuro che il mio ninja massimizzato sull’assassinio è una risorsa che vale più di un esercito.

Un assedio visto dall'alto. Si mette male per i difensori

I generali assumono importanza con l’avanzare del gioco, quando l’economia di clan sempre più estesi permette di mantenere eserciti molto grandi. Avere un buon generale in uno scontro di questo genere fa parecchia differenza. Tuttavia puntare su uno solo di essi può creare un punto debole nella strategia: gli agenti nemici sono sempre in agguato, il comandante in questione morirà comunque prima o poi di vecchiaia e poi c’è sempre la possibilità che decida di mettersi “in proprio”, ribellandosi al suo Daimyō. La cosa è decisamente problematica se accade mentre il generale sta comandando un grosso esercito messo magari a svernare dentro la più possente fortezza a nostra disposizione…

Il mio ninja massimizzato. Lo metto solo per farvi rosicare

La campagna è gestita anche con delle missioni, collegate al clan che si sta interpretando, che possono variare dall’effettuare un assassinio, a conquistare una provincia e se completate offrono dei bonus che durano da 4 a 8 turni. La prominenza del proprio clan è valutata dall’attenzione che ci riserva lo Shogunato. Non so ancora cosa capiti quando si raggiunge una potenza tale da farlo smuovere, ma ho letto in giro che scatta un evento chiamato Realm Divide, in cui (in maniera poco realistica da un punto di vista storico), tutti i clan sopravvissuti si alleano contro di te. Forse è un buon metodo per evitare il tedio di conquistare il numero previsto di provincie, una volta che si è ottenuta la supremazia militare.

In conclusione un gran titolo, che porterà via agli appassionati un sacco di tempo, anche per via dell’enorme replay value. E ancora non ho provato il multiplayer…

Qualche nota negativa: come detto in precedenza, i caricamenti lenti, poi il manuale, assolutamente carente e l’enciclopedia interna del gioco che avrebbe bisogno di più voci e di un’organizzazione migliore. Infine il fattore “one more turn”, tipico dei bei giochi a turni. Può creare qualche problema se avete bisogno di dormire, mangiare, lavorare oppure se non siete single.