Dark Souls Tiziano

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Mi chiamo Artorius ed l’unica cosa che mi ricordo. Non ricordo dove sono nato, non ricordo il nome della mia terra, non ricordo nulla della mia vita. Avrò 25, forse 30 anni e mi trovo in una prigione umida e malsana. Non so da quanto tempo sono rinchiuso qui, ma credo che presto morirò di inedia. Non sento neanche più i crampi allo stomaco, né le gelide mura della cella. Aspetto solamente di morire…

…una luce sul soffitto. Da quanto tempo non vedevo la luce! Mi viene voglia di alzarmi e mi guardo attorno come se fosse la prima volta che sono in questa cella. C’è un cadavere a terra e penso che presto gli farò compagnia. Lo sguardo indugia sulle mie mani: sono troppo magre, la pelle è lacerata e riesco persino a vedere le ossa delle nocche. Presto morirò. Mi guardo i piedi ed intravedo i tendini, le ossa, parte dei muscoli. Poi l’inesorabile consapevolezza.

Mi chiamo Artorius e ricordo di essere morto.

Entry 1

Una profezia racconta che un giorno, un essere non-morto dotato di volontà, andrà via dal rifugio dei non-morti per seguire un percoso eroico.

Mi faccio coraggio ed esco dalla prigione. Ci sono altri mei simili che vagano nel rifugio, ma sono come impazziti, forse non sono riusciti ad accettare la loro condizione. Ad ogni modo sono ostili e l’unica arma che ho per difendermi è una spada spezzata. Sono completamente nudo, a proteggermi c’è solo la mia pelle secca e putrescente. Mi faccio largo tra questi esseri dementi, alcuni sono armati di archi, altri hanno spada e scudo, ma nulla possono contro la mia ritrovata determinazione a lasciare questo posto immondo. Di tanto in tanto trovo oggetti utili a garantirmi una maggiore possibilità di sopravvivenza: uno scudo fatto di rozzi assi di legno, un clava, trovo anche un pettorale mezzo arrugginito sul cadavere di un non-cadavere. Percorro corridoi, scale, atri e poi altri corridoi fino a giungere su una sporgenza che si affaccia su quello che sembra essere una chiesa in rovina a tre navate. Poi guardo verso il basso e vedo una creatura abominevole, gigante e ripugnante che mi fissa pronta a scattare. E’ il Demone del rifugio ed ha un martello enorme in grado di colpirmi anche se sono in una posizione sopraelevata. Non ci penso due volte e prima che possa fare il suo attacco mi tuffo verso di lui, miro alla testa. Il demone viene colto di sorpresa, sento le ossa del suo cranio scricchiolare sotto il colpo della mia clava scagliato con tutta la forza e la velocità della caduta. Rimane stordito e brandeggia il suono enorme martello a caso. Non può prendermi, ora è lui la preda e come tale finisce esalando l’ultimo respiro.

3 risposte a “Dark Souls Tiziano

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