Deus Ex:HR – Paolo

Il diario di gioco di Paolo su Deus Ex: Human Revolution

Day 0

Sono Adam Jensen, grazie al mio cappotto superfigo sono stato assunto come Capo della Sicurezza alla Sarif Industries, una ditta che si specializza nella produzione di impianti cibernetici che vanno un sacco di moda. Che figo.

Primo giorno di lavoro, qui mi conoscono tutti, forse non è proprio il primo giorno, ma per me ogni mattina è una nuova sfida. Comunque mi presento con il mio look da Raz Degan con la barba lunga di 10 giorni e la voce come quella di Baglioni dopo che ha dormito una settimana sotto la finestra aperta d’inverno.

Il mio cappotto superfigo tende ad incastrarsi in spigoli che non avevo notato in precedenza. Si sa che l’eleganza a volte ha un prezzo da pagare… (glitch)

Qui alla Sarif oggi presentano un nuovo trabiccolo da vendere a qualche riccone, non ho ben capito, comunque passo la serata facendo la rassegna di tutti i capoccioni della sede: scienziati, nerd, fancazzisti, addetti alle fotocopie e gli omini dell’ascensore.

Uno di questi scienziati è forse la mia ragazza, ma al momento mi sento un po’ confuso, anche perché mi pare che la tipa (di cui il nome mi sfugge) indossi un vistoso vestito dell’800 nel 2027. Lo sapevo che dovevo rinnovare l’abbonamento a Vogue.

La presentazione purtroppo va male: quando iniziavo a prendere sonno aspettando che il proiettore si scaldasse per vedere l’immancabile sequenza di inutili slides in PowerPoint, un gruppo di energumeni pieni di impianti cibernetici fa irruzione uccidendo tutti quelli che trovano. Fra le vittime ci sono tutti gli scienziati, tutti i nerd e un po’ di altra gente tanto per fare numero, compreso purtroppo il mio amico, l’omino che caricava le macchinette degli snack. Per un po’ niente Mars.

Ah, fra i caduti, è triste dire, c’è anche la mia ragazza di cui non ricordo il nome, nonché il sottoscritto…

Se il buongiorno si vede dal mattino, questo è proprio un pessimo esordio per me: un capo della sicurezza sotto il quale vengono uccise tutte le persone che avrebbe dovuto proteggere… farei una telefonata al sindacato per sapere se mi possono aiutare se non fossi impegnato a crepare. Ehi, un momento! che ci volete fare con quei ferri! Concludo la mia giornata su un tavolo operatorio con tubi e ferri infilati ovunque.

OVUNQUE.

Mi sa che il capo si deve essere incazzato.

Day 1 (sei mesi dopo)

Mi sveglio non più umano, sono diventato un ragazzo androide per salvare l’umanità e combattere le armate robotiche di Briking. Ah, era un’altra cosa? Ok aspettate che resetto…

Sono passati 6 mesi e a Detroit è sempre notte, a quanto pare non sono morto e il capo mi ha usato come demo di tutti i giochetti che vende la Sarif. In pratica mi hanno installato TUTTO. Per fortuna non tutte le app sono abilitate altrimenti passerei settimane a leggere manuali di istruzioni.

Giusto il tempo di prendere confidenza con gli occhiali da sole più fighi della storia (portati di notte, ovviamente), che la Sarif subisce un altro attacco, questa volta in un impianto di produzione.

Il Capo della Sicurezza deve essere proprio una schiappa.

a Detroit c'è lavoro per tutti.

Sistemo le cose utilizzando un approccio “non mi faccio vedere ma alla fine ti frego lo stesso”.

Nel muovermi noto che alcune delle routine delle mie gambe hanno delle anomalie: continuo a incastrarmi in giro, su angoletti minuscoli e a volte in pieno pavimento. Spero in una patch nel software delle gambe, sviluppato da Bethesda.

Vado in giro a farmi un paio di quest e scopro di avere una casa. Figo l’appartamento, se non fosse per tutti quegli scatoloni pieni delle mie collezioni di manga e Playboy. Dietro il televisore c’è un vano dove nascondo un po’ di cose preziose (roba che spara o esplode). Purtroppo mi accorgo subito che non mi è stato installato il software per rimettere a posto le cose, quando tento di posare un esplosivo nel vano le mie braccia non si muovono. Mi tocca buttare tutto per terra. Comunque era un software inutile, visto che la casa era già un macello prima.

Effetto della cucina cinese di Detroit

Vado a fare una visita al capo che mi stupisce con una sua ennesima trovata transumana: l’ufficio invisibile (glitch). Pavimenti e pareti del suo lussuoso spazio in cima al grattacielo Sarif sono completamente trasparenti e il mobilio fluttua nella notte nebbiosa di Detroit. Perdo l’orientamento dopo 4 millisecondi e, cercando di non vomitare, riprendo l’ascensore. Facendo un paio di giri nella cabina torno trovando tutto normale, e David Sarif mi attacca uno dei suoi pipponi come se fosse normale avere un ufficio invisibile…

Day 2

Continuo a girare per la città facendo quest opzionali, sono tutte piuttosto interessanti e impegnative, niente del genere porta l’oggetto X dal posto A al posto B. Sono tutte abbastanza elaborate e risolvibili in vari modi.

Muovendomi nella complicata organizzazione urbanistica di Detroit mi imbatto in una vecchia conoscenza del periodo in cui ero un poliziotto: l’agente Jenny Alexander.

Questo vi pare un poliziotto?

Ora, la stranezza è che la trovo nei bassifondi, vestita da prostituta (il vestito le sta decisamente meglio della divisa) in mezzo ad un gruppo di meretrici da strada. Incuriosito attacco bottone e mi rifila una quest, dicendomi che va in giro così perché sta agendo sotto copertura, per smascherare un poliziotto corrotto che sta facendo casino in città.

Analizziamo la cosa insieme:

  1. Lo stipendio dei poliziotti è molto basso.
  2. Che diavolo c’entra fare la donnina da marciapiede con un trafficante di armi?
  3. Soprattutto: come cavolo si fa a fare finta di essere una prostituta? Che cavolo di copertura è? Quando si fermano i clienti che gli dici?

Da queste osservazioni capisco qual’è il lavoro reale della brava Jenny, mi ripropongo di verificare la mia deduzione una volta finita la quest.

Comunque finisco la complicata quest di Jenny scoprendo che il sospettato stava cercando di scatenare una guerra fra bande, anche se non so che guerra potesse uscir fuori, visto che i membri di una delle bande li ho messi tutti fuori combattimento a suon di cazzottoni nei denti…

Alla fine mi ritrovo a dover arrestare il manigoldo, ce la metto tutta per convincerlo, ma quando il tipo tira fuori una pistola dicendo “Adesso vedremo” gli mostro il mio modo di fare le cose: emergo da sotto la scrivania da cui stavo parlando (subdolo, eh?) e gli allungo un destro in faccia. Quest conclusa.

Dopo questa divertente scazzottata mi ritrovo a fare cose per David Sarif. Nel posto dove mi spedisce ritrovo i tipi che 6 mesi fa mi avevano fatto a pezzi. Ovviamente si sono portati dietro un sacco di gente e a questo punto mi sono stufato di essere subdolo e, dato che mi avanzano un sacco di proiettili, mi metto a sparare sul serio. Dopo un po’ mi ritrovo contro troppi nemici e decido di svignarmela dentro un cunicolo. I maledetti si radunano all’imbocco del condotto mitragliando più o meno nella mia direzione, impedendomi di uscire. Snervato dalle pallottole che minacciano di bucarmi il cappotto superfigo decido di provare una granata. Dopo lo scoppio finalmente c’è silenzio. Esco e tutti si stanno riposando all’imboccatura del cunicolo in un lago di sangue. Che geni.

Alla fine della festa incontro Barrett, un tipo che ha davvero esagerato con i gadget della Apple. Parte una cutscene e al ritorno mi ritrovo di fronte a lui che nel frattempo ha tirato fuori il suo iPad per attaccarmi. Cominciano subito a volare proiettili ma è qui che mi accorgo che il mio software delle gambe fa le bizze: rimango incastrato nel pavimento e vengo falciato…

Sono costretto ad usare il mio work-araound: appena vedo che Barrett inizia ad alterarsi apro l’inventario. L’energumeno si comporta da perfetto gentleman e mi lascia curiosare fra le mie cose, per poi tornare a spararmi appena ho preso quello che mi serve.

Mi abbatte un paio di volte, ma poi realizzo che stiamo combattendo in un posto pieno di roba che scoppia: inizio tirandogli in testa un bombola di gas verde, seguito da una bella mitragliata alla schiena e poi due bombole di gas. Fine. Poteva scegliersi un posto migliore per combattere. Prima di schiattare ha la buona creanza di darmi l’indirizzo della mia prossima meta: la città doppia di Hengsha. Che gentleman.

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5 risposte a “Deus Ex:HR – Paolo

  1. Hai mai pensato di scrivere fotoromanzi? Spaccheresti😀
    Adesso io Dani siamo costretti ad impegnarci per DS. Lui può già iniziare visto che gli è già arrivato, io spero nelle Poste Italiane (lol) che mi arrivi oggi.
    Ottima questa scelta di narrare. Penso che ti copierò ;P Mi ricorda un po’ Magnum PI, Rorschach (The Watchmen) e Marv (Sin City).

  2. Stavo pensando che forse è meglio ordinare il diario dall’ultimo giorno così da avere l’ultima entry sempre in alto. Così uno non deve ogni volta scrollare fino in fondo per vedere se c’è una nuova entry.

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