Until Dawn recensione

Until_Dawn_cover_artUntil Dawn (UD) è praticamente un film interattivo che si basa sul concetto “effetto farfalla”, una teoria un po’ stramba ma molto interessante. Per saperne di più, vi rimando all’articolo su Wikipedia.it.

L’obiettivo è quello di sopravvivere, o meglio, cercare di far sopravvivere un gruppo di adolescenti che decidono di ritrovarsi in una baita in montagna per ricordare un evento/incidente accaduto l’anno precedente.

Durante il gioco bisogna fare in continuazione delle scelte più o meno difficili, che scatenano vari effetti farfalla che a loro volta incidono sul destino dei personaggi. La fine è sempre la stessa (per quanto ho capito), ma  la differenza è con quanti personaggi ci si arriva.

Io sono riuscito a farne sopravvivere tre, perché mi sono fatto prendere dal panico spesso e perché ho voluto salvare a tutti i costi il mio personaggio preferito, fregandomene un po’ degli altri. Appena ho intravisto la salvezza per questo personaggio, mi ci sono buttato senza pensarci due volte, a discapito di due personaggi che ci hanno lasciato le penne. Il “problema” è che spesso bisogna fregarsene e salvare il personaggio che si sta usando in quel momento quando se ne ha la possibilità. Ne ho persi alcuni cercando di salvarne altri.

La cosa un po’ negativa è che ci sono tantissimi quick time events (QTE). A me non piacciono molto perché, come già accennato, mi faccio prendere dal panico spesso e di solito ne sbaglio parecchi, però penso che in un gioco così abbiano senso. Aggiungono parecchie possibilità di deviare il destino dei personaggi in direzioni inaspettate. Infatti quasi mai si intuisce cosa potrebbe succedere una volta sbagliato un QTE oppure quando si prendono delle decisioni durante la storia. Per me ci sono stati parecchi momenti di “rosik”.

Una cosa che mi è piaciuta molto è che non ci sono salvataggi e non si possono rifare i pezzi. Ogni decisione quindi va presa con calma (quando si può) perché le conseguenze non si possono evitare.

Per “aiutare” un po’ il giocatore, gli sviluppatori hanno inserito nel gioco dei piccoli totem di vario tipo, che il giocatore può trovare durante i pochi momenti in cui si è liberi di esplorare. Questi totem sono un po’ criptici ma più di una volta sono stati utili. Durante l’esplorazione si possono trovare anche svariati indizi che arricchiscono la storia e che aiutano molto a capirla. Alcuni indizi sono quasi fondamentali per capire quali scelte fare.

Una cosa che mi ha disturbato parecchio è che spesso succedono delle cose inaspettate che fanno veramente rosicare e il fatto che non si può tornare indietro esacerba ulteriormente questa cosa.

Per me questo gioco è stato veramente una sorpresa e lo consiglio vivamente. Non dura tantissimo (until dawn, fino all’alba) però le “poche” ore di gioco sono veramente intense. La grafica è incredibile, specialmente i personaggi, che è un piacere guardarli parlare. La storia è veramente bella e per niente ovvia, con parecchi colpi di scena.

Voto: 5/5

 

3 risposte a “Until Dawn recensione

    • lol non è proprio così. In realtà i personaggi li comandi, solo che ci sono “scene” in cui l’unico controllo che hai è attraverso i QTE e ce ne sono parecchie. E’ decisamente a binari, quello sì.

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