Mad Max Fury Road

LocandinaMadMaxFuryRoad Un’icona del cinema action anni 80 viene rispolverata nel ventunesimo secolo e il risultato è sorprendente. E’ un periodo di remake e riciclo nel cinema blockbuster, ma forse per la prima volta un’idea ripescata dal passato migliora nell’operazione di “modernizzazione”.

Mad Max è una serie nata in Australia alla fine degli anni 70 (il primo film è del 1979), questo film è in effetti il quarto della serie, non si tratta né di un reboot né di un remake, ma più o meno di un seguito.

Secondo me, la riuscita di questo film dipende in gran parte dal fatto che è rimasto nelle mani dell’ideatore e regista originale George Miller.

Miller ideò il personaggio e investì tutti i suoi soldi nella produzione del primo film. Dopo il grande successo mondiale riuscì a farsi finanziare un seguito, Mad Max: The Road Warrior.

Con i vari titoli l’ambientazione post-apocalittica si è fatta sempre più estrema e lontana dalla società dell’allora ventesimo secolo. L’impressione che ho avuto vedendo Fury Road è che questo sia davvero il film che Miller avrebbe sempre voluto fare. Un mondo ridotto all’età del ferro in cui gli abitanti si battono per conquistare i frammenti di tecnologia ancora disponibili in un’orgia di veicoli “mutati” che vanno a tavoletta.

Ok, basta con i preamboli e veniamo al film: Fury Road è in superficie un lungo inseguimento in una ambientazione post-apocalittica fra veicoli civili adattati all’uso militare. E in questo funziona molto bene. Parte subito con il botto, non perde tempo in preamboli, infila la quinta e non frena fino alla fine del film. Va tutto velocissimo ed al cinema fa proprio una bella figura: i motori rombano, i veicoli vanno in mille pezzi, gli incidenti si sprecano e le esplosioni forniscono un perfetto contorno alle scene di confronto più dure.

Miller apre il film con il suo iconico personaggio Max Rockatansky (qui interpretato da Tom Hardy) trattandolo in maniera molto coraggiosa: è pesantemente disturbato, tutto istinto e per buona parte del film non parla. E’ difficile immedesimarsi in un personaggio simile e il regista fa un azzardo importante mettendo il protagonista “teorico” in secondo piano. Spicca quasi da subito il personaggio interpretato da Charlize Theron, Imperatrice Furiosa. E’ determinata, piena di risorse e sempre in controllo. E’ lei che per 3/4 del film letteralmente guida l’incedere della narrazione.

photo-4L’ambientazione post apocalittica è dipinta a tratti marcati ed è volutamente poco sfumata: si distinguono chiaramente i poveracci dai cattivi e si riconoscono facilmente le diverse bande di avversari. Il film va così veloce che non perde tempo a definire l’ambientazione: si capisce chiaramente cosa producono Bullet Farm o Gas Town. Spiccano alcuni dettagli interessanti: il culto della velocità dei War Boys, i guerrieri della Citadel, che sognano di entrare nel Valhalla “veloci e cromati”, il camion-motivatore che accompagna gli inseguitori, con un chitarrista mutante cieco che spara accordi distorti attraverso un mega impianto di amplificazione, le folle adoranti ai piedi di Immortan Joe (interpretato dallo stesso attore che fece Toecutter, il cattivo del primo Mad Max).

Il ritmo è fantastico, l’azione incalzante e spettacolare, l’ambientazione delirante e volutamente esagerata. Solo non vi aspettate dialoghi profondi e disquisizioni fra i personaggi: il rombo dei motori e delle esplosioni soffoca qualsiasi altro suono. La profondità di Fury Road è nel disegnare con una rumorosa allegoria l’eterno conflitto fra uomo e donna, patriarcato e matriarcato, machismo e… altro.

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“Ammiramiiiii!”

La teocrazia di Immortan Joe è divisa in classi, dominata dai suoi guerrieri che gli sono totalmente devoti. Tutti i “sudditi” sono ridotti a oggetti, mere appendici del suo volere. L’idea che qualcuno si ribelli è totalmente aliena agli abitanti della Citadel. Contrapposto a questo quadro una società di donne che vive come in una comune, condividendo risorse e decisioni e dedicandosi alla conservazione del loro patrimonio.

Bello. Non vi dico come finisce per ovvi motivi, ma Charlize Theron come eroina action è decisamente convincente (lo era anche in Aeon Flux :-D).

Vi piacciono le macchine, le corse, le esplosioni, Ken il Guerriero e Fallout?

Vedetelo.

11 risposte a “Mad Max Fury Road

  1. Mi è piaciuto molto, anche se Mad Max è praticamente una comparsa. Ho letto che ha suscitato un po’ di critiche tra i maschilisti americani (io neanche ci ho pensato…la gente sta male proprio di capoccia).

    In effetti Charlize ruba completamente lo schermo (per bellezza ma anche come personaggio molto credibile e affascinante). E’ una storia e va presa per quello che è.

    Come ha accennato Tiziano, forse gli manca un po’ lo sviluppo dei personaggi, ma non ne ho sentito la mancanza. E’ stata una cosa voluta. Ci ritroviamo spettatori di questo mondo pazzo post-apocalittico, in questo vortice di macchine, rombi di motore, musica rock, personaggi strambi usciti da un incubo surreale, senza pietà, senza mezze misure…BAM…in faccia!

    Ci sono anche un paio di momenti “tranquilli” dove i personaggi emergono un po’ da questa nebbia pazza, ma non è abbastanza…ci lascia un po’ con l’amaro in bocca ma con tanta voglia di conoscerli di più, di approfondire le loro storie, il perché, il percome (un seguito sicuramente).

    Ho sudato per tutto il film. Da vedere assolutamente.

    • Va notato che il personaggio del titolo e protagonista della serie in questo film non è il protagonista, ma la pellicola funziona lo stesso. Miller temeva che il film fosse bollato come maschilista ed ha assunto una consulente per renderlo meno “macho”. Il risultato si vede ed il film ne ha guadagnato anche in termini di personaggi

  2. Grande recensione, dovrebbero pagarti per aver esaltato ai massimi livelli i pregi del film. Tuttavia ad uno come me che piacciono a prescindere i film d’azione, è questo mi è piaciuto molto, non posso però far notare che in due ore di adrenalina pura, se una mezz’ora l’avessero dedicata ad abbozzare un po’ di più i personaggi non avrebbe guastato.

    • Uhm non sarebbe dispiaciuto neanche a me, ma certo ne avrebbe risentito il ritmo. L’ambientazione è interessante e questo film è pieno di idee. Un approfondimento non guasterebbe. Vediamo come va nei cinema americani, ultimamente è tutto quello che conta nell’industria cinematografica, come se il mondo finisse ai confini degli US…

      • D’altronde se ogni anno a Natale in Italia i botteghini fanno il pieno con il solito cine-panettone, si capisce come il cinema da noi sia ai minimi termini, con non-attori che intepretano se stessi in maniera patetica.

      • Ti ricordo lo spostamento di Star Wars episodio 7 per non metterlo in concorrenza con il film di Checco Zalone, roba da QI negativo:-/

  3. Bella recensione, il film spacca.
    Riuscire a fare 2 ore di inseguimento senza renderlo ripetitivo e quindi stancante e segno che il regista/sceneggiatore abbia fatto un gran lavoro.
    Mi auguro un secondo film con gli stessi personaggi e soprattutto lo stesso regista.

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