Back to the roots: Le Cronache di Dragonlance

heroes

Premessa: post intimista e nettamente nostalgico.

Sarà stato forse il 1988, quando in un catalogo di libri per corrispondenza ho trovato in una pagina di testi per ragazzi un riferimento a I Draghi della Notte d’Inverno. Affascinato dalla breve descrizione del romanzo ho chiesto a mio padre di comprarlo.

Per la prima volta avevo un libro scelto direttamente da me, non consigliato da qualche adulto. Ho iniziato a leggerlo appena mi è arrivato a casa.

Da quel giorno il mio mondo è cambiato.

Mi sono subito appassionato a quella storia piena di personaggi diversi, ambientata in un mondo complesso e variegato, pieno di cose strane. Quello è stato il mio primo incontro con il fantasy.

Il fatto di aver preso per sbaglio il secondo libro di una trilogia non mi ha scoraggiato: la storia era all’inizio un po’ confusa, ma il sense of wonder e la pura evasione suscitata dalla lettura mi hanno fatto provare qualcosa di nuovo, conoscere un mondo completamente diverso dal nostro, strano ed esotico ma con alcune regole e valori simili ai nostri.

La copertina del primo libro di Larry Elmore

La copertina del primo libro di Larry Elmore

Unica pecca quella copertina, che veramente con il testo non c’entrava niente. Purtroppo il Club degli Editori, il servizio di vendita per corrispondenza da cui avevo preso il libro, non aveva i diritti sulla bella copertina di Larry Elmore.

Finito il romanzo mi sono messo in paziente attesa che sui successivi cataloghi di libri comparissero gli altri due romanzi della trilogia, ma invano ho aspettato. Avevo ormai archiviato in un angolo vicino dei miei ricordi quella storia, che alla mia giovane mente aveva dato un nuovo mondo in cui fantasticare.

Sono sempre stato un bambino che ha giocato molto nella propria immaginazione, inventando continuamente storie e trame, e il fantasy è stato per me come un “passaggio di livello”. Ho cominciato a fantasticare storie sempre più complesse🙂

Qualche anno dopo, mentre ero in una libreria di Ostia (mitica libreria Europa!) a sbirciare fra i banchi, una sorpresa decisamente inaspettata: gli altri due libri della trilogia, nell’edizione dell’Armenia editore con la inspiegabile immagine di copertina in modalità francobollo. Li ho comprati subito. Li ho divorati. Non sono riuscito a dormire neanche quelle 3-4 ore che mi servivano quando ero piccolo, nella fretta di finirli.

Alla fine del primo romanzo, ho trovato un capitoletto dal titolo misterioso: Dungeons & Dragons.
Se l’impatto con il fantasy mi aveva folgorato, scoprire un gioco in cui potevo condividere la mia fantasia con i miei amici è stato come ricevere un colpo da una spada Vorpal: un brusco cambio di prospettiva.🙂
Da quel giorno sono passato dall’essere un fantasticatore solitario al ruolo di regista del divertimento dei miei compagni. Ero diventato un Dungeon Master (si, al tempo si chiamava così). E’ una vocazione dura e impegnativa, ma una volta iniziato mi sono reso conto di non riuscire a smettere: mi piaceva troppo iniziare nuove persone al gioco, condividere il divertimento, vedere le dinamiche di gruppo con i giocatori lasciati liberi, presentare difficoltà crescenti, essere l’arbitro del mio mondo condiviso, ridere della malasorte con i dadi.

Il set base di D&D in italiano, nell'edizione Editrice Giochi

Il set base di D&D in italiano, nell’edizione Editrice Giochi

Ancora adesso, che ho 37 anni penso come un Dungeon Master: la mia mente continua a produrre trame, ambientazioni, situazioni difficili ed interessanti, collegamenti…

Anche se adesso non ho più tempo per i miei hobby continuo ad essere sempre un Game Master. Di questo ringrazio Domenico, che mi ha prestato per primo quella mitica scatola rossa (il Set Base di D&D) e con me si è appassionato alle storie di Raistlin e Caramon, e tutti i giocatori che negli anni si sono alternati ai miei tavoli di gioco, condividendo  momenti che me restano mitici. E’ stato bello giocare con voi, Grazie!

Ho iniziato a scrivere questo articolo pensando di fare un retrospettiva sulle Cronache di Dragonlance e ho finito per scrivere quanto sono state importanti per me. Lo so, era un modo di scrivere un po’ semplice, c’era qualche ingenuità, ma sono così tutti i tie-in (libri tratti da film o giochi).

Continuerò sempre a ricordare Krynn (il mondo di Dragonlance) con nostalgia e tuttora penso che Raistlin Majere sia uno dei personaggi più fighi di cui io abbia letto.

5 risposte a “Back to the roots: Le Cronache di Dragonlance

  1. Commenti sparsi a corollario:
    1) Le Cronache sono state i primi romanzi di D&D pubblicati, trasformando la TSR in un editore di romanzi (vendettero milioni di copie).
    2) E’ uscita la quinta edizione di D&D, ci sono citazioni sparse di Dragonlance. Pare che la WotC, titolare di D&D, voglia riprendere in mano l’ambientazione
    3) Ho cominciato a rileggere le Cronache, questa volta in inglese😉 Da qui l’idea dell’articolo

  2. Grande Paolo.
    Condivido tutto quello che hai scritto e ho condiviso ciò che hai vissuto: l’unica differenza sta nel mio personale inizio.
    Le mie prime letture le devo all’intramontabile e ormai deflazionato Tolkien, ma soprattuttoa ad un autore praticamente sconosciuto a chi “mastica” fantasy: Fritz Leiber.
    Arrivare poi nel mondo di Dragonlance è stato immediato e scontato, passando per Forgotten Realms, ma non solo.
    Ci sarebbero da indicare altri romanzi e ambientazioni, per non parlare dei Lupo Solitario e i libri game in generale.
    Dragonlance ha però qualcosa in più: nel mondo di Krynn ci si sente a casa propria (forse questo è dovuto a come è nata l’ambientazione), c’è un’atmosfera intima, belle storie e bei personaggi, il tempo trascorre alla giuta velocità. Tutto è ben pensato e orchestrato, non si cade nella banalità come altrove.
    Grazie per questo tuffo tra i ricordi😉

    Nico

    • Fritz Leiber lo conosco bene, le avventure di Fafhrd e del Gray Mouser sono davvero spassose. L’ho scoperto però tramite la fantascienza, quando ormai avevo avuto già una lunga esposizione al fantasy

  3. Grande articolo. Mamma mia che nostalgia!
    Comunque io devo ringraziare te per avermi fatto scoprire i romanzi fantasy. Ricordo ancora che al primo liceo mi prestasti la prima trilogia delle cronache. Feci una tirata epocale a leggermelo tutto. Da lì si aprì un mondo da dove non sono più uscito🙂

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