Alan Wake [game]

Alan-Wake

Alan Wake è un gioco passato un po’ inosservato, forse perché realmente “indie” e quindi senza una
produzione alle spalle che lo abbia pubblicizzato come si deve. Sta di fatto che questo gioco è
un’interessante avventura grafica, con una componente d’azione decisamente divertente, ma
soprattutto con una trama da romanzo.
Infatti Alan Wake è un famoso scrittore di romanzi gialli, che a distanza di due anni dal suo
ultimo grande successo, perde la vena artistica non riuscendo più a scrivere una riga. Intraprende
così un viaggio con la moglie per cercare di trovare la serenità, ma quello che lo attenderà sarà
solo un film dell’orrore.
La trama del romanzo/gioco sembra un mix di “Misery non deve morire”, “John Carter” ed anche
“Psycho”, raccontata dallo stesso protagonista che si accorge di essere autore e personaggio
della storia. La trama si svela lentamente con un paio di colpi di scena decisamente azzeccati e
soprattutto non banali, anche se ci sono diversi cliché che comunque non intaccano l’originalità
del gioco.
Il bello di questo gioco risiede nella capacità di aver creato un’ambientazione horror senza dover
ricorrere ad elementi splatters come zombies o mostri improbabili, lavorando invece sul fattore
psicologico. Per sfruttarlo al meglio gli autori si sono affidati ad una paura ancestrale,
archetipica direi: quella del buio. Infatti ciò contro cui Alan Wake deve cimentarsi è soprattutto
il buio e le creature da esse generate. Vi assicuro che più di una volta mi è venuta la pelle
d’oca.

alanwake1
Per quanto riguarda l’aspetto della giocabilità, questa risulta adeguata alla tipologia del gioco,
non dovendo soddisfare particolari esigenze tipiche di un FPS. Alla fine tutto quello che vi serve
per finire il gioco è una torcia e delle batterie! Sembrerebbe una battuta, ma non lo è. Gli
autori hanno creato un simpatico “sistema di combattimento” in cui l’unico modo per rendere
vulnerabili i nemici è quello di illuminarli, con qualsiasi fonte di luce a disposizione. Questo
sistema trasforma alcune sessioni di gioco da un FPS ad un horror survival, dove ti viene
veramente l’ansia nel cercare una fonte di luce e riprendere fiato.
In definitiva un gran titolo, con una gran trama e soprattutto un gran doppiaggio in italiano e
questa volta posso affermare che le voci italiane sono di gran lunga superiori a quelle in
inglese. Averlo poi comprato su Steam a TRE EURO E MEZZO compreso il DLC “American Nightmare” non
ha prezzo (ora è tornato a 35.99€!).

alan-wake-american-nightmare

Aggiungo infine una nota sul DLC sopra menzionato, che porta avanti la trama dalla fine del gioco,
ambientandolo circa 2 anni dopo. Una trovata che tiene aperta la porta sia ad un eventuale
seguito, che alla chiusura della storia lasciando il finale all’immaginazione del giocatore.
Nel dlc è stato leggermente cambiato il sistema di gioco, lasciandone comunque inalterata la
struttura. Tuttavia la storia è decisamente ripetitiva (non aggiungo altro per non fare spoiler).
Gli autori hanno puntato questa volta molto più sull’aspetto FPS che su quello psicologico.
Infatti non a caso è stata introdotta anche un modalità survival dove si deve resistere ad ondate
di nemici in vari scenari diversi. Un’aggiunta che onestamente ho provato una sola volta, ma che
non mi ha stimolato a giocarci ancora.

10 risposte a “Alan Wake [game]

  1. Prima o poi lo inizio🙂 cmq Tizzia’ basta co sti doppiaggi. Gioca ai giochi in lingua originale dai. Il doppiaggio non è MAI meglio dell’originale…prima o poi lo capirai?

    E prima che dici “no è fico è fatto bene bla bla bla” è un doppiaggio, una traduzione. Le traduzioni non sono mai fedeli all’originale. Battute e frasi che non hanno senso tradotte, vanno completamente ricostruite. Non ha senso.

    Anche se i doppiatori sono bravi è e rimane pure sempre una traduzione e/o un rifacimento totale delle frasi.

    Gioca originale, fidati🙂

    • Mi rispondo da solo per aggiungere un esempio.

      Prendiamo Borderlands di cui ti sei fissato col doppiaggio.

      Anche se i doppiatori usano un linguaggio molto colorito, con belle voci e dialetti simpatici, NON è l’originale.

      Le parolacce, ad esempio, sono state totalmente rifatte perché ovviamente sono una delle cose impossibili da tradurre dato che hanno origini antiche e provengono dalla cultura specifica dei vari Paesi.

      Simpatico sì, ma non è Borderlands. È Garbatella-lands ;P

      • Si ma tu non ci hai mai giocato in italiano, quindi non sai “come” è stato tradotto. E’ ovvio che certe frasi vanno ricostruite, soprattutto quando l’inglese usa una miriade di frasi fatte che tradotte letteralmente non significano una ceppa. Però dimentichi che l’italiano è una lingua complessa e decisamente articolata, molto più dell’inglese, quindi ha un sacco di sfumature per rendere una traduzione il più fedele possibile all’originale. E’ ovvio poi, che serve un buon traduttore ed un buon doppiatore. In AW il doppiaggio è migliore dell’originale.

      • Purtroppo per quanto sia buona una traduzione, qualcosa si perde sempre. Un bravo traduttore è in realtà uno scrittore che fa una “cover” del testo originale.
        Alcuni italiani sono davvero bravi (leggete qualcosa tradotto da Fernanda Pivano), ma mettono parecchio di loro nel testo, spesso inventando di sana pianta per rendere giochi di parole e doppi sensi intraducibili.
        Nel mio breve stint da traduttore Games Workshop mi hanno passato un testo di ambientazione del Codex dei Nani. Vi assicuro che per tradurre il loro dialetto ho dovuto inventarne un altro…

      • Sì ma…vediamo se con un esempio diverso riesco a comunicare cosa intendo.

        Un film in cui il colore viene “doppiato” e rifatto completamente in bianco e nero. Potrebbe essere più bello, però non è come è stato fatto dagli autori originali.

        Difatti non sono riuscito a leggermi i libri di Witcher perché tradotti dal polacco. Non mi è sembrato malaccio, ma ho storto spesso il naso a frasi articolate un po’ stranamente.

        Comunque il piacere dell’originale di solito si acquista quando si vive all’estero. In Italia traducono tutto, quindi è ovvio che si trova piacere a usufruire di prodotti doppiati e tradotti.

        Quando mi vedo (per sbaglio) un film doppiato in italiano, mi viene l’orticaria. Ridicolo. Quando una volta era una cosa normale per me.

      • Ok, in via eccezionale vi concedo il punto sul doppiaggio, ma le voci dei doppiatori questa volta rendono meglio in italiano, è raro ma è così. AW l’ho giocato in italiano, mentre il DLC è solo in inglese, quindi ho confrontato immediatamente le voci. In particolar modo il narratore del DLC faceva un po’ cagare.

  2. Bell’articolo, ma sei sicuro che volessi scrivere “John Carter”?
    John Carter di Marte/Barsoom, l’eroe inventato da Edgar Rice Burroghs alla fine dell’800?

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