Tales of Monkey Island: launch of the Screaming Narwhal


Ecco a voi una mini recensione per il primo capitolo delle nuove avventure del famoso pirata Guybrush Threepwood.

I veterani si ricorderanno la rivoluzione portata dalla LucasArts alla fine degli anni 80 nel sotto genere delle avventure grafiche. La loro innovativa interfaccia punta a e clicca è presto divenuta uno standard de facto per tutti i giochi successivi. Monkey Island è stato forse uno dei titoli più amati di sempre, lanciando un marchio e dei personaggi che hanno fatto la storia dei videogiochi.

Pensando alle frotte di gamer reduci degli anni 80 e orfani delle battute e doppi sensi di Guybrush Threepwood, la Telltale Games ha deciso di riproporre questo brand, creando una nuova avventura grafica, proposta in cinque atti.

Il primo impatto è sconvolgente per chi ha imparato ad amare quella musichetta caraibica che apriva The Secret of Monkey Island. Come con il recente Legend of Grimrock, un tuffo nel passato.

Comunque la sostanza è rispettata, la presentazione è modernizzata tramite un colorato 3d che ricorda il precedente Escape form Monkey Island.

L’interfaccia è quella solita point-and-click, senza la famosa lista di comandi in vista, ma con un’unica interazione per oggetto. Non si può più provare a spingere o tirare un oggetto che si deve prendere. Il click col sinistro lo fa automaticamente raccogliere e mettere nelle capienti tasche del protagonista. Unica nota stonata il sistema di navigazione col mouse un po’ macchinoso (ma si può usare la tastiera).

Guybrush è lo stesso di sempre, un misto di buffone di corte, pasticcione inguaribile e impertinente sfigato. Le battute non mancano, così come le citazioni (“Vendo queste splendide giacche di pelle”) ad altre opere LucasArts e in particolare ai giochi precedenti (“ora non mi serve altro che un pollo di gomma con una carrucola in mezzo”).

Il livello di difficoltà è piuttosto basso, si procede speditamente nel gioco e il primo episodio è piuttosto breve, più o meno come il primo capitolo di The Secret of Monkey Island. Questa è sempre stata una caratteristica dei giochi della serie, con l’impossibilità di ficcarsi in vicoli ciechi e la bassa probabilità di arenarsi. Consiglio a tutti i potenziali giocatori di astenersi dall’usare soluzioni per non rovinarsi le spesso ridicole soluzioni agli enigmi.

Io ho appena finito il primo episodio e ora sono passato al secondo. Mi ha preso un sacco e avendo comprato tutti i capitoli insieme (a due soldi su GOG.com, come ho scritto in un altro articolo), posso godermi la storia tutta d’un fiato.

Consigliatissimo ai nostalgici.

Uno scontro classico nella storia dei videogame: Guybrush affronta la sua nemesi, il Pirata Fantasma LeChuck

 

3 risposte a “Tales of Monkey Island: launch of the Screaming Narwhal

    • Sarà il sistema di gioco vecchio, ma i contenuti erano speciali. Ricordo ancora mitiche ore passate a giocare a Beneath a Steel Sky o Indiana Jones IV (quest’ultimo veramente tosto).

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