Horus Heresy

Fare una recensione sui romanzi dell’epopea di Horus Heresy non è semplice. Al momento sono stati pubblicati 20 libri, uno nuovo è già disponibile per il pre-order ed un altro è in cantiere  entro fine dell’estate. Sono tutti chiaramente in lingua originale e solo il primo è stato tradotto in italiano dalla Mondadori.

Cercherò di menzionare solo alcuni fatti “noti” per evitare spoiler a coloro che volessero cimentarsi in questa lunghissima lettura.

Per chi conosce l’ambiente di Warhammer 40.000 (W40K d’ora in poi) saprà che l’eresia di Horus è ambientata 10.000 anni addietro, ovvero quando l’Imperatore della Terra era ancora “in attività” e guidava le legioni assieme ai suoi 18 figli (i Primarchi o Primarchs). E’ un periodo glorioso, in cui l’Imperatore è riuscito a riunire i suoi  figli e quindi a lanciare una mega campagna glattica al fine di  riunificare tutti quei pianeti precedentemente colonizzati dall’essere umano, che dopo diverse migliaia di anni erano rimasti isolati dalla Terra a causa di una lunghissima Warp-Storm che ne impedì ogni tipo collegamento.

L’inizio vero e proprio della saga lo si può individuare dopo la battaglia di Ullanor dove l’Imperatore con la maggioranza dei suoi figli festeggia la vittoria dopo una mega campagna contro gli orchi. Nello stesso momento si ritira formalmente dai teatri di guerra per dedicarsi TOTALMENTE  alla costruzione del famigerato trono dorato, delegando  come primo generale, nonché facendti le sue veci il figlio  prediletto Horus, nominandolo nell’occasione Warmaster.

In sostanza la campagna di riunificazione (aka Great Crusade) continua procedere regolarmente, soltanto che la direzione generale delle operazioni passa dall’Imperatore ad Horus.

Prima di procedere oltre rammento che inizialmente le legioni dell’Imperatore erano 20, una per ogni Primarch, ma che due di queste (la II^ e la XI^) sono sparite “expunged“ed il loro destino è ancora avvolto nel mistero, visto che la Games Workshop ha solo fatto vaghissimi accenni in qualche libro.

Da questo momento in poi iniziano le avventure delle varie legioni ognuna con un proprio background e soprattutto con il proprio destino…

I primi 5 libri hanno una cronologia coerente trascinando il lettore sino all’evento principale da dove inizia concretamente l’eresia di Horus, e cioè il tradimento verificatosi su Isstvan V. Da questo momento in poi i romanzi non seguono una cronologia ben precisa, ma ognuno dedica gran parte della storia ad una legione, trattandone la sua creazione, gli eventi principali che ne ne hanno caratterizzato la storia e quelli immediatamente precedenti Isstvan V. Quindi il lettore si troverà a leggere 4/5 di romanzo di storia su una determinata legione ed 1/5 di progressione della trama principale. Alcuni romanzi addirittura non avanzano nella trama principale neanche di una pagina, risultando praticamente dei filler-gap logici di più o meno interesse.

Ad ogni modo la conoscenza della storia di una legione è di per sé molto interessante, soprattutto per svelare alcuni misteri che nell’ambientazione di W40K non erano mai stati trattati. Purtroppo però non tutti i romanzi sono scritti alla stessa maniera e dallo stesso autore, quindi alcuni posso risultare a tratti anche noiosi.

Riporto infine tutti i volumi sinora pubblicati, visto che anche online si rischia di far confusione in quanto molti siti hanno inserito nella collana anche gli audio-book, che però sono più degli add-on.

01   Horus Rising  (Dan Abnett)
02   False Gods (Graham McNeill)
03   Galaxy in Flames (Ben Counter)
04   The Flight of the Eisenstein (James Swallow)
05   Fulgrim (Graham McNeill)
06   Descent of Angels (Mitchel Scanlon)
07   Legion (Dan Abnett)
08   Battle for the Abyss (Ben Counter)
09   Mechanicum (Graham McNeill)
10   Tales of Heresy (autori vari)
11    Fallen Angels (Mike Lee)
12   A Thousand Sons (Graham McNeill)
13   Nemesis (James Swallow)
14   The First Heretic (Aaron Dembski-Bowden)
15   Prospero Burns (Dan Abnett)
16   Age of Darkness (autori vari)
17   The Outcast Dead (Graham McNeill)
18   Deliverane Lost (Gav Thorpe)
19   Know No Fear (Dan Abnett)
20   The Primarchs (autori vari)
21   Fear to Tread – to be released on august (James Swallow)

Una risposta a “Horus Heresy

  1. Arrivato al quindicesimo libro della serie, credo sia arrivato il momento di lasciare un commento più o meno lungo.

    Non entrerò nella descrizione della storia, dato che Tiziano l’ha già riassunta molto bene, bensì descriverò alcuni punti chiave del perché sono ossessionato da questa saga.

    1. L’ambientazione in generale mi aggrada molto perché la trovo molto originale e piena di spunti narrativi.

    2. I Primarch credo siano la cosa più interessante/accattivante di questa saga. Il fatto che ognuno di loro rappresenti una sfaccettatura del loro creatore (l’Imperatore) li rende molto vari e tridimensionali. E’ facile appassionarsi di almeno uno di loro e deliziarsi ogni qual volta venga menzionato durante il proseguimento della storia.

    Il mio preferito, per ora, credo sia Lorgar, il Primarch che rappresenta il lato filosofico dell’Imperatore. Un sognatore più che un guerriero e forse anche un po’ naive.

    3. Ogni Legione ha una sua caratteristica che deriva dal Primarch che la comanda (Molto spesso, gli Astartes che ne fanno parte, sono creati con il gene seed del Primarch, rendendoli quasi delle copie a livello genetico). Inoltre ogni Legione ha un suo pianeta natio, con caratteristiche ambientali e culturali completamente diverse tra loro, nella maggior parte dei casi. Questa diversità di Primarch e cultura delle varie Legioni, nonché il modo in cui “fanno” guerra, rende questa saga molto ma molto interessante.

    4. Il fatto che la saga sia scritta a più mani può essere un fattore negativo ma spesso è infatti proprio uno dei motivi per cui non riesco a staccarmi da queste storie. La qualità è un po’ altalenante, però c’è da dire che se un autore non piace, magari il libro dopo scritto da un altro può far tornare la voglia di leggere.

    Per ora forse lo scrittore più in gamba per me è Dan Abnett, seguito da Graham McNeill, Mike Lee e Aaron Dembski-Bowden (James Swallow anche non è male). Ho trovato invece Ben Counter abbastanza scarso (ma potrebbe essere stato un problema di editing).

    5. Leggere con trepidazione le pagine e trovarsi di fronte anche un solo paragrafo che rattoppa qualche buco nella continuity della saga, non ha prezzo. Trovo questa cosa molto accattivante e emozionante, specialmente quando riguarda dei personaggi preferiti.

    Si può dire che questi 5 punti fondamentali sono il perché della mia passione verso questa saga, che conto di finire anche se so che non finirà mai😉 (finché la GW ci fa i soldi, non credo che raggiungeranno mai una fine). Riconosco il fatto che non sia letteratura di quelle profonde alla Tolkien e che spesso le storie si ripetono molto (sono libri di guerra, in fin dei conti). Resta il fatto che trovo questa saga incredibilmente avvincente.

    Per finire dico che per ora il mio libro preferito è Fulgrim (anche se non necessariamente il mio Primarch preferito).

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