Grand Strategy

Oggi mi soffermo su una nuova categoria di videogiochi: I cosiddetti Grand Strategy games.

Il termine è stato coniato dalla Software House svedese Paradox interactive, che si è specializzata in questo genere di giochi.  Si tratta in sostanza di giochi di strategia piuttosto complessi che valutano quantità industriali di variabili, caratterizzati in genere su mappe enormi e molto fortemente ancorati alla realtà storica. Sebbene si tratti di giochi decisamente complessi, essi non sono implementati attraverso turni, ma in real time. Il contatore del tempo può essere messo in pausa, avviato o accelerato quanto si vuole, ma alla velocità standard scorre un giorno ogni circa 3 secondi.

Quindi ricapitolando si tratta di giochi estremamente dettagliati, simili ad alcuni famosi manageriali, giocati in real-time. La definizione di Real Time Strategy ormai però individua un format di gioco fortemente standardizzato, che in genere prevede una piccola mappa, resource gathering, strutture di produzione unità e uno scontro tattico con l’avversario.

Ecco quindi che la Paradox si è trovata a esplorare un nuovo genere del panorama videoludico e di conseguenza ha dovuto coniare un nuovo termine.

I giochi più famosi in questa categoria sono Hearts of Iron, un simulatore della seconda guerra mondiale, Crusader Kings, simulatore di dinastia nell’Europa medievale e infine Europa Universalis, che nella sua ultima incarnazione simula tutto il mondo dall’anno 1399 al Risorgimento (circa metà del XIX secolo). La cosa spettacolare è che le fazioni e quindi gli scenari di gioco sono innumerevoli. Ad Europa Universalis 3 volete giocare con la Repubblica di Venezia? C’è. Le civiltà precolombiane? Ci sono. I Clan del Giappone? Pure quelli. Il livello di accuratezza storica è strabiliante, al punto che in Crusader Kings 2 i personaggi hanno accanto al ritratto il link alla Wikipedia.

Diciamo che proprio in questo sta il bello del gioco: partire da una situazione storica nota e cercare di interpretare la Storia in modo diverso.

Va fatto notare che la curva di apprendimento è piuttosto ripida e che i manuali non aiutano molto, mentre in genere i tutorial si soffermano più sull’interfaccia che su suggerimenti di gioco. Il normale percorso di apprendimento è iniziare un paio di partite di prova, fallire miseramente, cercare consigli su blog e forum e poi riprovarci. Tuttavia il gioco è così vario e pieno di possibilità che ricominciare una partita non darà mai un senso di deja vù.

Vi lascio con qualche snapshot della mia partita di Crusader Kings 2 appena iniziata, in cui interpreto Matilde I di Canossa

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Una risposta a “Grand Strategy

  1. Questi giochi mi affascinano molto solo che non sono mai stato molto bravo e da quando ho giocato a WOW per parecchi anni mi sono rovinato (ho perso la pazienza con i giochi).

    Comunque la prossima volta che c’è un’offerta ne prendo uno sicuramente.

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