[Anime] Mobile Suit Gundam

A 32 anni dalla prima messa in onda, sono riuscito finalmente a finire di vedere Mobile Suit Gundam.
Indubbiamente uno dei grandi classici dell’animazione robotica degli anni 80, Gundam ha avuto in Italia una storia travagliata.
Messo in onda da un’emittente italiana durante l’invasione anime degli anni 80 (quella scatenata dall’arrivo del nagaiano Goldrake), la sua trasmissione risultò in seguito fuorilegge: i diritti per il passaggio televisivo non erano infatti stati ancora acquistati. Sunrise, che produceva la serie, venuta a conoscenza dell’illecito, decise di ritirare il brand per il mercato italiano, ponendovi un bando che è durato ben 25 anni.
Dopo questo lungo oblio la serie è tornata in Italia, dove ha ottenuto un nuovo doppiaggio con una nuova traduzione (entrambi ottimi) e un passaggio televisivo in fasce morte e orari mutevoli su Italia 1.

Gundam nasce alla fine di un periodo dell’animazione nipponica in cui le serie robotiche dominavano il mercato. La formula, ideata da Nagai all’inizio degli anni 70 con Mazinga Z, era però ormai fin troppo abusata: un nemico alieno che vuole conquistare la terra e il robot con il suo pilota unico baluardo a difesa della razza umana, regolarmente vittorioso contro il robot della settimana lanciato allo sbaraglio dal perfido nemico.

L’apparizione di Gundam porta un gran rinnovamento nel genere: niente più alieni ma un conflitto fra umani, niente più cliché del “mostro della settimana” e una guerra combattuta su larga scala, non da un unico difensore. Niente più solo episodi auto-conclusivi ma una trama di fondo che porta verso un finale di ampio respiro.

Ok, finito il preambolo storico, passo alle mie impressioni.
Gundam è una serie che vista oggi appare abbastanza ingenua. Non ho idea di che impatto potrebbe avere su un pre-adolescente di oggi, ma credo che il target sia rimasto quello. Per noi nostalgici degli anni 80 ha sicuramente un alto valore, ma è difficile non notare che comunque si tratta di un prodotto per ragazzi, anche se appare evidente il tentativo di tenere un approccio che lo rendesse fruibile anche a una fascia di spettatori più adulti.

Un beam saber, si lo so sono assurdi, ma era appena uscito Star Wars...

Ha sicuramente dei meriti, ma l’influenza delle serie del tempo appare evidente in alcune scelte che ne smorzano la forza innovatrice impressa al genere di cui fa parte.
Mi riferisco in particolare alla scelta del protagonista, tipico supereroe delle serie robotiche. Incredibilmente intelligente, esperto in tutti i campi, combattente nato sebbene non abbia esperienza alcuna, invincibile. Anche il robot che pilota non è da meno. Il Gundam è praticamente impervio ai colpi nemici e offre prestazioni a dir poco imbarazzanti rispetto ai modelli che affronta, che abbatte a centinaia in ogni puntata quasi senza faticare.
Verso il finale entra in campo anche una sorta di teoria metafisica a mo’ di patetica scusa che spieghi l’invincibilità del protagonista: vengono introdotti i Newtype, individui dotati della capacità di vedere il futuro e comunicare telepaticamente.

Almeno dal mio punto di vista questo comporta un brutto calo di realismo in una serie il cui argomento principale è la guerra. E’ evidente come l’autore vorrebbe mettere la guerra al centro della scena, mentre si ritrova spesso costretto in una forma che è diventata tradizionale e bloccata. La serie fu infatti accorciata per i bassi ascolti ottenuti nella prima messa in onda.
Mi sono spesso ritrovato a fare il tifo per i poveri piloti di Zaku e Dom che cadevano come mosche sotto i colpi del Gundam, nella speranza di vedere un conflitto fra avversari ad armi pari.

La serie raggiunge il suo Nadir nella parte centrale quando per diverse puntate vengono riciclate scene di assemblaggio del Gundam, un robot che non ha nessun bisogno di essere componibile, oppure le assurde combinazioni con il G-fighter, che producono solo obbrobri aerodinamici. In questo caso appare evidente il tentativo degli sponsor di mettere in evidenza i giocattoli della serie, magari introducendone di più complessi (da questo la “componibilità”), vero motore propulsivo delle serie dell’epoca.

Il Gelgoog di Char, il mecha più figo della serie

In finale una serie che ho in parte apprezzato, ma di cui non ho potuto non notare i difetti grossolani, che però inquadrati nell’ottica delle produzioni contemporanee a Gundam appaiono molto ridimensionati.
Gundam è stata una serie innovativa, ancora godibile per i nostalgici, e con una sufficiente trama sullo sfondo da rendere interessante la visione di tutte le puntate, mentre per gran parte delle altre serie anni 70-80 sarebbe sufficiente guardare la prima e l’ultima.

Una cosa che va assolutamente menzionata è il fenomeno dei kit di montaggio: con il proliferare dei modelli di robot presenti nella serie, Gundam ha lanciato la moda presso gli appassionati dell’assemblaggio di kit che rappresentano i mecha in scala. Ce ne sono di tutti i tipi e di diverso livello di dettaglio. Alcuni sono davvero fantastici ed è mio modesto parere che uno non possa definirsi veramente un geek se non ha mai provato ad assemblarne uno.

16 risposte a “[Anime] Mobile Suit Gundam

  1. Bell’articolo. E’ quasi un peccato che probabilmente non lo leggeranno in molti.

    Gundam non mi ha mai veramente attirato e in quel periodo ho preferito Robotech con cui ho anche giocato al GDR per un po’.

    • A me il mecha design del Gundam ha sempre affascinato. Ho ben 9 master grade assemblati e colorati da me🙂
      Suggerisco infine di guardare anche gli OAV di 0083 Stardust Memories, molto bella, con altri personaggi “più umani” questa volta.

      • Il mecha design d Gundam è quello che forse lo ha tenuto in piedi tutti questi anni, insieme alla passione per i GUNPLA (i kit di montaggio della Bandai).
        A questo punto avanzo una richiesta: un post con una galleria dei tuoi kit. Mettiamo in mostra le tue creazioni!

    • Devo confessare che anche a me piaceva di più Macross, la prima serie del montaggio fatto dalla Harmony Gold e poi rinominato Robotech (dopo aver cambiato in peggio la colonna sonora).
      Mi ricordo ancora lo shock di vedere la prima puntata con i Zentradi che attaccano il sito di lancio della SDF-1 e gli umani che perdono di brutto, con la guerra nelle strade, il bombardamento dall’orbita…

      • Robotech è stato un altro mio mito. Quando ho visto per la prima volta quella specie di F-14 che si trasformava in un robot umanoide ho voluto subito il giocattolo😀
        La prima serie di Macross era veramente inquietante, anche se credo che il doppiaggio abbia creato un po’ di confuzione con la “protocultura”. Poi la serie americana ha creato solo un casino galattico.
        Anche qui consiglio di vedere gli OAV di Macross Plus, veramente ben fatti.

      • Macross Plus è uno spettacolo, pensa che ce l’avevo in VHS e quando è uscito in DVD l’ho preso anche in DVD

    • Ah, l’RPG di Macross me lo ricordo, l’ambientazione era bella, ma il sistema fallato. Alla fine si aveva solo un build decente per il personaggio e quindi si finiva con un party di cloni!

  2. ora sto guardando Gundam SEED. Per ora faccio fatica a vederlo, sono arrivato alla quinta puntata e non mi ha preso per nulla. Sembra l’ennesimo remake della serie storica. Da un punto di vista strettamente scientifico, mi sembra un po’ più realistico. I Beam saber hanno una forma plausibile e le navi si mantengono a motori spenti per nascondersi ai sensori nemici.
    Spero che la trama diverga dal solito canovaccio, le recensioni sono molto buone.

    C’è il tipico adolescente con superpoteri che capita per caso sul Gundam, una fazione di coloni spaziali che vuole la secessione, la nave con equipaggio incompleto, il cattivo di turno biondo e con la maschera, addirittura un membro dell’equipaggio di civili indotti in servizio si chiama Mirallia e fa il ruolo che nella serie storica aveva Mirai…

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