Lo zen e l’arte dei videogiochi: Shogun 2 – Total War

Premetto che sono un appassionato di storia e di giochi di strategia. La serie Total War è per me una specie di eldorado. Un ottimo livello strategico a turni, battaglie in tempo reale con un gran numero di truppe, scenari storici e ambientazioni interessanti.

Sarebbe più opportuno dire che è il mio tipo di droga preferita, ecco.

Quindi, quando ho trovato su theHut Shogun 2 a meno di 20 euro, non ho potuto resistere all’impulso.

Il gioco si presenta in un Jewel Case da DVD piuttosto anonimo, con un manualetto striminzito che non vale neanche la pena di leggere. L’installazione è piuttosto lunga (15 GB!) e deve essere completata scaricando gli ultimi 5 GB da Steam, una volta attivato il gioco. Fatto questo il supporto ottico diventa superfluo.

La mappa strategica in primavera. Ciliegi in fiore e sullo sfondo parti della mappa ancora non scoperte

Il gioco è molto curato, a partire dalla sequenza animata iniziale. La musica suonata con strumenti tradizionali e gli effetti sonori aiutano molto ad aumentare il senso di immersione. La grafica dei menu e dei load screen  è fatta da illustrazioni realizzate con una tecnica che ricorda la pittura giapponese Ukiyo-e. I caricamenti sono un po’ una nota dolente. Sono piuttosto lunghi nonostante la mia configurazione con due dischi in RAID 0, e il passaggio dalla mappa strategica al motore delle battaglie in real time  (e viceversa) consuma parecchio tempo. Considerando quante se ne combattono la cosa dopo un po’ si fa pesante e si opta spesso per l’auto risoluzione degli scontri, almeno quelli dall’esito più scontato.

La cura nel comparto artistico è evidente in ogni aspetto, dai modelli durante le battaglie, agli splendidi castelli, alla mappa strategica. Entrambe le modalità di gioco sono in completo 3D, con la possibilità di ruotare, zoomare e modificare l’altezza della camera a piacere. Avere una visuale troppo ravvicinata non è particolarmente utile, non permettendo di vedere una porzione significativa della mappa. Tuttavia così si può apprezzare il livello di dettaglio messo nei modelli.

Le modalità di gioco sono in sostanza 3: la campagna single player (con 3 diversi livelli di velocità), le battaglie storiche e il multiplayer. In realtà nella modalità single si possono abilitare le battaglie drop-in, in cui un giocatore che sia disponibile può sostituire l’AI del gioco per la durata della battaglia nel gestire le forze nemiche. Inoltre è possibile giocare la campagna in modalità cooperativa.
La modalità multiplayer implementa un ladder piuttosto elaborato che consente di mantenere un personaggio con relativo clan, ottenendo bonus e equipaggiamenti in base alle proprie prestazioni online. Devo dire che non l’ho ancora provato. Mi piace giocare alla velocità che preferisco e spesso mettere in pausa le battaglie per dare ordini precisi e l’interazione del multiplayer può complicare questo aspetto.

Un assedio in inverno

Il gioco è così pieno di feature interessanti che non so da dove cominciare. La parte strategica consiste nel gestire le proprie provincie, scegliendo quali edifici costruire e quali truppe reclutare, poi ci sono i rapporti diplomatici con gli altri clan, gli accordi commerciali, la difesa delle rotte navali, il movimento delle truppe e la gestione di agenti e generali.

Il gioco permette di giocare in tempo reale anche le battaglie navali, che in genere sono abbastanza divertenti anche se non varie come quelle di terra.

Ogni personaggio ha un livello di esperienza; compiendo certe azioni prende dei punti che gli permettono di aumentare di livello. Al passaggio di livello si possono selezionare degli skill da un opportuno albero, che è diverso a seconda del tipo di personaggio. Quindi ci si affeziona agli agenti che si mettono in capo e, data la difficoltà di far raggiungere loro i livelli più alti, è meglio usarli con una certa cautela. Questa scelta nel passaggio di livello permette inoltre di specializzarli a seconda del compito che si ritiene debbano assumere. Vi assicuro che il mio ninja massimizzato sull’assassinio è una risorsa che vale più di un esercito.

Un assedio visto dall'alto. Si mette male per i difensori

I generali assumono importanza con l’avanzare del gioco, quando l’economia di clan sempre più estesi permette di mantenere eserciti molto grandi. Avere un buon generale in uno scontro di questo genere fa parecchia differenza. Tuttavia puntare su uno solo di essi può creare un punto debole nella strategia: gli agenti nemici sono sempre in agguato, il comandante in questione morirà comunque prima o poi di vecchiaia e poi c’è sempre la possibilità che decida di mettersi “in proprio”, ribellandosi al suo Daimyō. La cosa è decisamente problematica se accade mentre il generale sta comandando un grosso esercito messo magari a svernare dentro la più possente fortezza a nostra disposizione…

Il mio ninja massimizzato. Lo metto solo per farvi rosicare

La campagna è gestita anche con delle missioni, collegate al clan che si sta interpretando, che possono variare dall’effettuare un assassinio, a conquistare una provincia e se completate offrono dei bonus che durano da 4 a 8 turni. La prominenza del proprio clan è valutata dall’attenzione che ci riserva lo Shogunato. Non so ancora cosa capiti quando si raggiunge una potenza tale da farlo smuovere, ma ho letto in giro che scatta un evento chiamato Realm Divide, in cui (in maniera poco realistica da un punto di vista storico), tutti i clan sopravvissuti si alleano contro di te. Forse è un buon metodo per evitare il tedio di conquistare il numero previsto di provincie, una volta che si è ottenuta la supremazia militare.

In conclusione un gran titolo, che porterà via agli appassionati un sacco di tempo, anche per via dell’enorme replay value. E ancora non ho provato il multiplayer…

Qualche nota negativa: come detto in precedenza, i caricamenti lenti, poi il manuale, assolutamente carente e l’enciclopedia interna del gioco che avrebbe bisogno di più voci e di un’organizzazione migliore. Infine il fattore “one more turn”, tipico dei bei giochi a turni. Può creare qualche problema se avete bisogno di dormire, mangiare, lavorare oppure se non siete single.

5 risposte a “Lo zen e l’arte dei videogiochi: Shogun 2 – Total War

  1. Mi ero già accorto che gli stack hanno un’area di influenza all’interno della quale le forze non alleate non possono passare. Quello che non sapevo è che se si svolge uno scontro e ci sono stack nell’area di influenza, questi partecipano allo scontro.
    Quindi ieri ho combattuto una battaglia navale con 2 stack contro 2 (20 navi mie e 18 dell’avversario) e poi un assedio in cui due miei stack hanno aiutato un esercito dei Sagara a conquistare la fortezza dei Mori difesa anche da un esercito mandato a fare una sortita contro di me. C’era un sacco di gente…

    • Un gioco veramente complicato, forse troppo per me🙂
      ricordo che Medieval Total War dopo un po’ mi ha “ucciso”. Ogni sessione di gioco durava una cifra. Mi accontenterei di qualcosa di più “easy” tipo Master of Magic….

      • Secondo me Master of Magic è più complicato. Hanno semplificato molti degli aspetti grind dei giochi precedenti, come la gestione dei diplomatici o il “refill” delle unità danneggiate. Considera che in due-tre sessioni di gioco sono arrivato al Realm Divide.
        Ah e poi l’autoresolve degli scontri ora funziona molto meglio. Non c’è più bisogno di giocarsi tutte le battaglie perché l’AI ti gestisce male l’esercito

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