[Recensione] Dark Souls

La tanto decantata difficoltà di questo gioco in realtà io la chiamerei un tentativo da parte della From Software di creare un gioco REALISTICO. Una spadata in testa può, nella realtà e in questo gioco, uccidere. Sostanzialmente non c’è nient’altro da aggiungere. Nel mondo di DS bisogna stare attenti, bisogna esplorare con cautela e con attenzione, appunto come si farebbe nella realtà.

La morte infatti è probabilmente la componente più importante di DS, parte integrante dell’esperienza. Qua la morte non è più una cosa da evitare a tutti i costi ma una cosa che va abbracciata e possibilmente controllata. Molte cose succedono solo se si è morti, mentre molti incontri con i personaggi del gioco, occorrono solamente da vivi (in questo gioco c’è lo stato da morto o “hollow” e da vivo).

DS è a tratti frustrante e l’avanzamento è molto lento. Ma la cosa più bella è il raggiungere un piccolo traguardo dopo aver faticato per ore. E’ un gioco che regala soddisfazioni e questo è l’incentivo principale che alla fine ti fa continuare a giocare, anche se le ultime sessioni di gioco si sono dimostrate un disastro.

La grafica è forse la più dettagliata che ho visto fin’ora in un gioco della PS3 e la musica è molto bella. I personaggi che si incontrano durante l’avventura forse hanno una cadenza e una voce un po’ strana durante i dialoghi però ci si trova in un mondo talmente fantastico che alla fine non ci si fa caso.

A differenza di Demon’s Souls, che è diviso in “livelli” con un “hub” iniziale in cui ci si può rifugiare, DS è un “open world”. All’inizio si ha molta libertà di movimento e il giocatore può scegliere se andare subito nelle zone più difficili o cercare di trovare un percorso ideale. Il sistema di sbloccare varie scorciatoie è rimasto invariato. Si fa fatica a sbloccarle ma poi si guadagna parecchio tempo per raggiungere punti che prima erano molto lontani tra di loro e pieni di pericoli.

Alla creazione del personaggio non ci sono le classi tipiche di questo genere di giochi. La differenza si trova solo nell’equipaggiamento di base ma poi il personaggio si può sviluppare a piacimento. Io ad esempio ho creato un piromante (un mago che casta magie di fuoco) ma andavo spesso in giro in armatura pesante e un’alabarda.

Si ha molta libertà anche nella modificazione delle armi. Si possono fare di fuoco, elettriche, divine ecc. Ci sono anche parecchi set di armatura, molto belli graficamente tra l’altro, che danno bonus e protezioni diversi, da usare all’occorrenza.

Per tre settimane non sono riuscito a giocare ad altro. E’ il tipico gioco che non ha vie di mezzo, o lo ami o lo odi.

Voto 5/5 (da provare assolutamente)

Una risposta a “[Recensione] Dark Souls

  1. Ho ricominciato con un sorcerer. I’obiettivo è quello di acquisire tutte le magie. Lo voglio tenere in armatura leggera da mago con un piccolo scudo e una spada corta.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...